Strumento gratuito
Checklist Google Ads, prima della pubblicazione.
Controlla budget, targeting, annunci, URL e conversioni prima di andare online. Una checklist compilabile per Search e Performance Max.
Cosa verifica
Cinque gruppi, trentaquattro controlli.
Le verifiche che precedono il clic su Pubblica: impostazioni, struttura e annunci, URL e tracciamento, conversioni, approvazione. La lista si adatta al tipo di campagna.
- 25 per Search e Performance Max
- 6 solo Search
- 3 solo Performance Max
-
01
Account e impostazioni
Dove, quando e con quale obiettivo la campagna spende.
10 controlli
Per esempio
- Account e cliente corretti
- Obiettivo e tipo di campagna coerenti con il brief
- Reti scelte di proposito (partner di ricerca, Rete Display) Search
-
02
Struttura, parole chiave e annunci
A quali ricerche rispondere e con quale messaggio.
10 controlli
Per esempio
- Gruppi di annunci coerenti, un tema ciascuno Search
- Tipi di corrispondenza scelti consapevolmente Search
- Parole chiave escluse applicate (campagna e liste) Search
-
03
URL finali e tracciamento
Dove arriva il click e come viene registrato.
5 controlli
Per esempio
- Ogni URL finale risponde e apre la pagina giusta
- Dominio e https coerenti con la pagina di destinazione
- Modello di monitoraggio e parametri testati
-
04
Conversioni e misurazione
Come la campagna capirà se sta funzionando.
4 controlli
Per esempio
- Azione di conversione principale attiva
- Tag di conversione verificato con un test reale
- Consenso gestito correttamente nella pagina
-
05
Approvazione e pubblicazione
Il passaggio tra una campagna pronta e una approvata.
5 controlli
Per esempio
- Revisione di una seconda persona
- Approvazione registrata: chi, quando, cosa
- Stato iniziale previsto (attiva o in pausa)
Come si usa
Pochi minuti, un documento da condividere.
Nessun account e nessun invio: le spunte restano nel tuo browser, i dati del documento solo nella sessione corrente. Checklist manuale: non legge il tuo account Google Ads e non verifica nulla in automatico.
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Checklist Google Ads prima della pubblicazione
Checklist manuale: non legge il tuo account Google Ads e non verifica nulla in automatico.
Avanzamento 0 su 34 verificati
01 Account e impostazioni 0/10
Dove, quando e con quale obiettivo la campagna spende.
-
Con più account aperti è facile creare la campagna nel posto sbagliato. Verifica account, cliente e nome della campagna prima di tutto il resto.
-
Un obiettivo scelto per abitudine porta con sé impostazioni predefinite e suggerimenti che non corrispondono a ciò che vuoi ottenere.
-
Le opzioni di rete aggiuntive possono essere attive per impostazione predefinita quando crei la campagna. Decidi se le vuoi, non lasciarle per caso.
-
Un paese intero al posto di una regione, o una regione dimenticata, cambia completamente dove va il budget.
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L'opzione predefinita può raggiungere anche persone interessate alla zona ma che non si trovano lì. Per molte attività locali non è ciò che serve.
-
Una lingua mancante o in più cambia a chi vengono mostrati gli annunci.
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Google può spendere in un singolo giorno fino al doppio del budget giornaliero medio, restando entro il limite mensile. Verifica importo e valuta prima del live.
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Una strategia automatica senza conversioni misurate lavora senza segnali; un CPC manuale senza limiti disperde il budget.
-
Una promozione senza data di fine continua a spendere dopo la scadenza.
-
Esclusioni o rialzi copiati da un'altra campagna non valgono necessariamente per questa.
02 Struttura, parole chiave e annunci 0/10
A quali ricerche rispondere e con quale messaggio.
-
Un gruppo con temi mescolati produce annunci generici e un punteggio di pertinenza basso.
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Corrispondenza generica e corrispondenza a frase coprono ricerche molto diverse. Decidilo, non ereditarlo da un copia e incolla.
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Senza esclusioni, le prime settimane spendono su ricerche che non volevi.
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Titoli duplicati, promesse non più valide o un refuso vanno online con il primo click. Servono titoli e descrizioni sufficienti e diversi tra loro.
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Ogni blocco riduce le combinazioni che Google può provare. Usalo per vincoli reali, come un claim legale, non per abitudine.
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Un gruppo di asset incompleto limita i formati e le posizioni in cui la campagna può essere pubblicata.
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I segnali orientano la campagna soprattutto all’inizio. Segnali copiati da un altro cliente orientano nella direzione sbagliata.
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Senza esclusioni, la campagna può intercettare ricerche sul brand o posizionamenti che non vuoi pagare.
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Un sitelink che punta a una promozione scaduta è il primo errore che un cliente nota.
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Un prezzo vecchio o un tono fuori linea guida non sono un dettaglio: sono ciò che il pubblico legge.
03 URL finali e tracciamento 0/5
Dove arriva il click e come viene registrato.
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Una pagina che non risponde o reindirizza altrove spreca click e può far rifiutare gli annunci.
-
Il dominio visualizzato deve corrispondere a quello della pagina di destinazione.
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Un modello sbagliato rompe il link o perde i parametri: lo scopri solo dai report vuoti.
-
Se aggiungi parametri a mano e il tagging automatico è attivo, verifica che i report li leggano come ti aspetti.
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Annuncio e pagina che dicono cose diverse costano click e fiducia.
04 Conversioni e misurazione 0/4
Come la campagna capirà se sta funzionando.
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Senza un’azione principale la strategia di offerta non ha un obiettivo chiaro e i report non dicono nulla di utile.
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Un tag installato ma mai attivato produce zero conversioni: lo scopri a fine mese.
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In Europa la misurazione dipende dal consenso. Una pagina senza gestione corretta misura male e crea un rischio in più.
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Se la campagna ottimizza su un obiettivo diverso da quello del brief, i numeri sembrano buoni e il risultato no.
05 Approvazione e pubblicazione 0/5
Il passaggio tra una campagna pronta e una approvata.
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Chi ha costruito la campagna vede quello che voleva costruire. Un secondo sguardo vede quello che c’è.
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Senza traccia, dopo un errore nessuno sa cosa era stato approvato.
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Una campagna creata attiva per errore spende prima che qualcuno la riveda.
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Un metodo di pagamento scaduto o un limite troppo basso fermano la campagna senza avvisare chi la gestisce.
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I primi giorni mostrano gli errori che nessuna checklist intercetta: termini di ricerca, spesa, approvazione degli annunci.
Dalla checklist al processo.
Con ADZTEKA, controlli, approvazioni e pubblicazione fanno parte dello stesso flusso di lavoro.